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Zona Bruta su ghettogrooves!

Dietro gentile richiesta del Selecta, ho scritto una recensione di Zona Bruta per il blog di ghettogrooves. La trovate all’indirizzo http://blog.ghettogrooves.com/index.php?itemid=99.

E finalmente si torna allo spanish rap, per presa bene mia e spero vostra, in attesa del mixtape ;-)

In verità sono successe un po’ di cose durante l’estate, ma non è ancora il momento di parlarne… Sentirete presto! Intanto da oggi a metà settembre circa mi concederò qualche incursione su blackout, per motivi di nostalgia e carenza: voglio la mia dose di etere torinese!

Zona bruta

Zona Bruta è la principale etichetta indipendente spagnola, con radici madrilene e ramificazioni in tutto il territorio. E’ la label che dal 1998 ha permesso a MCs e DJs ispanici di superare i confini nazionali e rendersi protagonisti in patria come oltreoceano.

Il nome è derivato dalla hit seminale targata Club de los Poetas Violentos (“Madrid Zona Bruta”, 1994), e ben rappresenta l’attitudine assolutamente street delle sue produzioni; proprio dalla dissoluzione del CPV nascono i primi artisti e le prime release.

Una delle prime uscite, datata 1998, fu “Los pájaros no pueden vivir en el agua porque no son peces“, album di consacrazione per Frank T, personaggio chiave per l’intera scena spagnola nelle vesti di MC, produttore, conduttore radiofonico e titolare della rubrica “Hip Hop por escrito” su “20 minutos“, il periodico gratuito più letto in Spagna. Nella sua rubrica l’mc presenta quotidianamente le proprie opinioni ed i propri commenti, ovviamente in rima.
Dalla fucina CPV proviene anche l’altro principale produttore ispanico, Jota Mayuscula: artista del piatto, dj e beatmaker raffinato, con collaborazioni che oscillano tra il panorama iberico e Jean Grae, passando dai warm-up per Rita Marley in tour.

Il nome più noto di Zona Bruta resta comunque la meravigliosa Arianna Puello. Flow, stile, rabbia e calore sono le principali armi di questa MC, che tra il 1998 e il 2003 ha regalato a Zona Bruta - e a noi tutti - tre lavori di tutto rispetto, compreso l’ultimo “Asì lo siento“, nel quale mescola abilmente la vita “en la calle” con funk e liriche antirazziste, senza tralasciare l’ironia (come in “La ley de Murphy”, che racchiude tutte queste istanze in un pezzo da big up!). Non per questo bisogna dimenticare gli altri artisti della Zona, da Elphomega a Guateque All Stars, passando per Zénit, La Excepcion e Hablando En Plata.

Una menzione speciale è meritata da SFDK da Siviglia (acronimo per ‘Straight From Da Korner/Siempre Fuertes De Konciencia‘), forse la formazione più duratura in Spagna (desde 1993!), che nel gennaio 2006 ha ottenuto il primo disco d’oro spagnolo per un album HipHop con “2005″. Pubblicati dalla loro etichetta SFDK Records, hanno fatto parte della Zona fino al 2004, e alla Zona devono in parte la loro affermazione.

Zona Bruta comunque non si esaurisce con i suoi artisti, ma spazia in ambiti affini e paralleli. Due sono i progetti tra i più promettenti: OtraZona, una struttura parallela dedicata agli artisti emergenti e a stili complementari (dal soul al reggae, due i nomi da tenere d’occhio: Ikah e Ageel), e Quijote Hip Hop, un incontro sul palco tra il fondamentale ‘Don Chisciotte‘ di Cervantes e le quattro discipline (con la produzione artistica e la presenza sul palco dell’onnipresente Frank T).

La realtà è che Zona Bruta rappresenta una giusta miscela delle diverse attitudini - e spesso anche delle contraddizioni - che caratterizzano la scena iberica come una delle più vive e fresche in europa, seconda forse - e solo - a quella francese per complessità e ricchezza. E i molti nomi, consolidati o emergenti che siano, sono certamente da tenere d’occhio. E’ veramente un peccato che nessuno ancora abbia voluto portare su un palco italiano queste meraviglie.

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